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| 35 anni di confino, con elogio |
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Non Eboli, non Ustica, non le isole del Sud... ma il MOF di Ferrara.
Stefano Bulzoni, una vita al confino.
Chi è Stefano Bulzoni?
Classe 1947, comincia presto a lavorare, prima come elettricista alla Montedison e, dal 1971, come vigile presso il Comune di Ferrara in seguito a concorso pubblico per 18 vigili urbani, mentre prosegue gli studi alle scuole serali e poi all’università.
Ha inoltre il “pallino ambientale” e questo suo interesse lo porta a dedicarsi in modo particolare al censimento delle discariche.
“Stranamente” proprio l’amore per lo studio e per l’ambiente finiscono per danneggiarlo, rendendolo chiaramente vittima di
emarginazione lavorativa.
Infatti più acquisisce titoli di studio più il Comune gli rifila procedure di licenziamento “condite con denigrazioni”:
nel 1973 ottiene il diploma in fisica all’Istituto Tecnico Provinciale e segnala lo scarico notturno di rifiuti industriali presso l'ex fornace SEF e il Comune con ordine di servizio n° 59 a firma del sindaco Radames Costa lo trasferisce al MOF.
L'ordinanza del '74 confina quindi il Bulzoni all'interno del MOF (Mercato ortofrutticolo) in un'area di mq 32.000
con la mansione di vigile annonario, esautorandolo da qualsiasi altra attività esterna proprio dopo avere smascherato l’AMIU
(Azienda Municipalizzata Igiene Urbana) che portava rifiuti tossici nelle cave dismesse, della ex fornace SEF, per
l'esaurimento dell'argilla.
Coincidenza?
Nel 1977 si laurea in Giurisprudenza con successiva specializzazione in Scienze Amministrative nel 1980; il Comandante obietta che la sua “è una presenza spuria nei vigili”, la Giunta ne prende atto e lo degrada da vigile ad applicato.
Nel 2004 consegue l’abilitazione all’esercizio della professione forense: quando nel 2000 vengono indetti concorsi interni
(ispettore commissario, tecnico all'ambiente) per i quali Bulzoni avrebbe i titoli, il Comune non invia i bandi al solo MOF dove,
appunto, egli è stato trasferito già da trenta anni.
Ancora solo una coincidenza?
Per capire meglio la situazione e verificare se si tratti veramente di un caso di emarginazione, si può ripercorrere la “carriera” lavorativa del dott. Stefano Bulzoni, dipendente del Comune di Ferrara in qualità di vigile urbano.
Egli – come si è detto - in seguito a concorso pubblico per 18 vigili urbani, entra in servizio presso il Comune di Ferrara il 27-12-1971.
Si deve sottolineare che fino al 1970 il Comando dei vigili era al 95 % tesserato PCI più qualche anziano PSI; ma proprio nel 1970 cambia tutto: la Casta che amministra la città si allarga per una maggioranza maggiormente rappresentativa verso i socialisti e quindi decide che i posti devono essere divisi alla pari con il PSI e, nel 1971-1972 entrano metà iscritti al PCI e metà iscritti al PSI tra cui lo stesso Bulzoni.
La presenza di questi vigili socialisti nel “covo” comunista crea però, immediatamente , diffidenza e sospetti:
i comunisti controllano quante volte un vigile PSI entra nell’ufficio di un impiegato vigile PSI.
E scatta il richiamo per il numero di accessi ad un ufficio di un altro collega del PSI.
Un “addetto” (oggi intelligence) anticipa le donne delle pulizie per cercare nei cestini la malacopia dei rapportini di servizio.
Se la malacopia è stata strappata, viene ricomposta con lo scotch, per poi essere messa a confronto con l’originale consegnato: se è difforme, fa seguito una richiesta di giustificazione.
Insomma una situazione piuttosto tesa, che diventa insostenibile dopo che il vigile Bulzoni mette in luce l’uso illecito di una discarica da parte dell’AMIU.
Nei primi tre mesi di servizio tutti i vigili frequentano un corso dove apprendono regolamenti e leggi da applicare, tra cui l’ art. 20 del Regolamento del Corpo :
“E’ compito in modo principale dei Vigili vigilare sul buon andamento di tutti i pubblici servizi; esercitare una vigilanza attenta e continua affinché siano osservate le disposizioni di legge, dei regolamenti e delle ordinanze del Sindaco.
Seguendo alla lettera la direttiva dell’art. 20 del Regolamento, Bulzoni, nel '72, finito il periodo di addestramento con accompagnatore in strada, redige il suo primo rapporto di servizio con il quale segnala che in via Pontegradella c‘è il cancello di ingresso di una discarica (oggi conosciuta come cava ex fornace SEF) utilizzata dall’AMIU e che in questa non vi è nessuna forma di controllo su ciò che entra.
Il suo zelo non viene apprezzato, anzi ...